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DISSOCIAZIONI INCONTRA NARRANDOM

Dissociazioni Integrazione ha incontrato alcuni degli autori di Narrandom, quando possibile personalmente, altrimenti, con scambi di mail e conversazioni telefoniche. Ne è nato un confronto sui temi centrali della dissociazione, sono state menzionate storie di vita, spezzoni di film e racconti di sedute di psicoterapia. Abbiamo condiviso come molti fenomeni dissociativi facciano parte dell’esperienza comune e come sia invece più difficile entrare in una dimensione processuale e non deterministica dell’esperire. Affascinate è stato intravedere come i nostri contenuti, a contatto con Narrandom, entrassero in una diversa dimensione narrativa e iniziassero a vivere di vita propria. Presentiamo brevemente i racconti con la prospettiva di Dissociazioni. Cinque, racconta di un quadro dissociativo sviluppato su un episodio traumatico di una ragazza con una storia di scarso accudimento alle spalle. La camicia bianca è un racconto in cui la dimensione del trauma, legato agli abusi sessuali, riemerge con prepotenza nella vita compensata del protagonista. Il terzo racconto, Il colore che sono, vede svilupparsi la dimensione psicotica della dissociazione con l’annullamento stesso dell’identità del personaggio in un marasma emotivo.

DISSOCIAZIONI MEETS NARRANDOM

Dissociazioni Integrazione met some of Narrandom’s authors, whenever possible in person, otherwise exchanging emails and phone calls. This encounter allowed for much discussion on the central issues related to dissociation. The people involved in the project shared life stories, film clips, and reports of psychotherapy sessions. We discussed how many dissociative phenomena are part of the common experience and how it is more difficult to notice processes instead of cause-effect relations. It was fascinating to see that once the Narrandom’s authors entered in contact with our stories, the stories themselves undertook a different narrative dimension and began to take shape. We briefly present the tales, with the perspective of Dissociazioni: Five focuses on a dissociative picture developed by a negligent girl on a specific traumatic episode. The white shirt is a tale in which the dimension of the trauma associated with sexual abuse reappears overwhelmingly in the dissociated life of the protagonist. The third story, The color I am, describes the developing of the psychotic dimension of dissociation, in which the identity of the character disappears in a strongly emotional situation of chaos.

NARRANDOM INCONTRA DISSOCIAZIONI

A volte capita, guidando nel traffico verso casa, che la tua testa si perda, e riprendi coscienza solo all’inizio della tua via. Capita che assassini non ricordino i diletti commessi, che soldati ricoverati durante la prima guerra mondiale, sdraiati nei loro letti, continuassero a sparare con un fucile che era solo nella loro testa, che le vittime di abusi, spesso, non ricordino di averli subiti. Per fare un po’ di chiarezza, abbiamo incontrato alcuni psicoterapeuti della SITCC (Società Italiana Terapia Comportamentale Cognitiva), che hanno condiviso con noi le loro esperienze e la visione trasversale di un trauma, delle sue origini, quando è possibile individuarle, e del percorso che porta al trattamento del quadro clinico chiamato dissociazione. Ci siamo resi conto, alla fine, che quello che loro chiamano Trauma, per noi, per le nostre storie, non è altro che l’incidente scatenante, che l’aggravarsi della patologia è il nostro secondo atto. Ogni storia segue un arco narrativo di tre atti. Leggendo le cartelle cliniche e visionando i filmati, siamo stati in grado di individuare gli elementi della narrazione in queste vicende reali. Quello che accomuna la costruzione dei nostri racconti e il lavoro degli psicoterapeuti, è proprio la costruzione e ricostruzione della storia, analizzando comportamenti, studiando la personalità, scoprendone, poco alla volta, il passato. Noi per condividere le storie con i nostri lettori, i terapeuti con i loro pazienti, entrambi per rendere le persone protagoniste delle loro vicende.

NARRANDOM MEETS DISSOCIAZIONI

Sometimes it happens, driving home in the traffic, that your mind starts wandering, and it becomes conscious again only at the beginning of your street. Sometimes it happens that killers do not remember the crime they have committed, that soldiers who were hospitalized during World War I, lying in their beds, continued to shoot with a rifle that was just in their imagination and that victims of abuse did not remember the atrocities they suffered. To shed some light on this matter, we met some psychotherapists of the SITCC (Italian Society of Cognitive Behavioral Therapy), who shared with us their experiences and the transversal vision of a trauma, its origins when it is possible to identify them and of the path leading to the treatment of the clinical picture known as “dissociation”. In the end, we realized that what they call “trauma”, is for us and for our stories, nothing but the triggering accident of the narration and that the worsening of the disease is our second act. Each story follows a narrative arc that includes three acts. Reading the clinical records and watching the videos, we were able to identify the narrative elements in these real events. What the work of psychotherapists and the construction of our tales have in common is exactly the construction and reconstruction of the stories, analyzing behaviors, studying personalities and discovering, a bit at a time, the past of the humans involved. We share stories with our readers, while therapists share them with their patients, both to make people protagonists of their own sequence of events.